giovedì 4 giugno 2009

Sì ad una società multietinca

Ora ragazzi io mi incazzo di brutto. In fondo riporto la frase giusto per il gusto....

Non è possibile, non è neanche probabile! E sarò brillo quanto volete ma certe uscite, come ben sapete, mi fanno impazzire anche quando sono fresco a mezzogiorno.

Cosa è una società multietnica? Cosa si intende per etnia? Gruppo religioso? Colore della pelle? Regione di provenienza?
Cosa si vuole dire?

Il problema non è il messaggio elettorale che si vuole trasmettere, il problema è ciò che sentono le migliaia di persone che lavorano, studiano, nascono e crescono in Italia.

L'Italia che è il LORO PAESE!

E se B. vede certi quartieri "neri" è perchè lì sono state ghettizzate tante persone (vedi il blocco di V.le Molise a Milano)

Ora io dico:
i miei nonni sono venuti qui durante la seconda guerra mondiale. Se fossero stati neri al posto che bianchi io ora sarei mulatto, ma non lo sono e quindi non ho mai avuto problemi.
Perchè, invece, perchè porca puttana, le persone nere di seconda generazione devono subire una discriminazione che non si meritano dal LORO presidente del consiglio?

Tutto questo atteggiamento ha una sola definizione. Che non riporto perchè ovvia.

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B. :«C'è chi vuole una società multicolore e multietnica, noi non siamo di questa opinione». Il riferimento è al capoluogo lombardo: «Non è accettabile che talvolta in alcune parti di Milano ci sia un numero di presenze non italiane per cui non sembra di essere in una città italiana o europea, ma in una città africana. Questo non lo accettiamo»
dal Corriere: http://www.corriere.it/politica/speciali/2009/elezioni/notizie/bossi_berlusconi_chiusura_campagna_elettorale_72a37414-5130-11de-9de2-00144f02aabc.shtml

domenica 12 aprile 2009

Gustavo Naveira & Giselle Anne in Viejo Porton by Rodolfo Biagi



Già che ci siamo, il testo della canzone:

VIEJO PORTON (VALS)
Letra de Hector Palacios
Musica de Maximo Orsi

Cantado por Teófilo Ibañez con la Orquesta Típica de Rodolfo Biagi

Suplico del viento
voces de los llanos
rezos angustiosos
quejas de dolor
pájaros errantes
que una primavera
con un sol de fuego
chamuscó el amor
fuerte fue el cariño
como un algarrobo
un hachazo 'el tiempo
casi lo partió
y hoy en el silencio largo de su ausencia
llora una guitarra cuenta su cantor